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L’Ispettorato Generale presso il Ministero della Giustizia è disciplinato dalla legge n. 1311 del 12.8.1962.
Il Corpo ispettivo è composto da magistrati (di Corte di Cassazione, con funzioni di Ispettore Generale Capo, e di Corte di Appello, con funzioni di Ispettore Generale, oltre al Capo e al Vice Capo, magistrati di Corte di Cassazione) e funzionari ministeriali (Dirigenti ispettori, Direttori ispettori, Funzionari UNEP ispettori).
Presso l’Ispettorato operano unità di personale amministrativo, con funzioni interne.
L’Ispettorato Generale è un ufficio «di diretta collaborazione» del Ministro della Giustizia, che conferisce le funzioni ispettive. Di esso inoltre può servirsi il Consiglio Superiore della Magistratura.
Procede a controlli (ispezioni e inchieste) sugli uffici giudiziari, escluse la Corte di Cassazione e la Procura Generale presso di essa.

Le ispezioni possono essere:

ordinaria: disposta dal Capo dell’Ispettorato, all’incirca ogni quattro anni, al fine di stabilire se i servizi si svolgano regolarmente;
straordinaria: disposta, d’accordo con il Ministro, dal Capo dell’Ispettorato, prima dei quattro anni, in quegli uffici in cui siano state accertate o segnalate irregolarità;
parziale (o mirata): disposta dal Ministro, qualora lo ritenga necessario per verificare il corretto funzionamento di determinati servizi presso un ufficio;
inchiesta amministrativa: disposta dal Ministro, tramite l’Ispettorato Generale, sul personale giudiziario e/o altre categorie di impiegati del Ministero. Nel corso dell’inchiesta, l’Ispettorato ha poteri assimilabili a quelli di un P.M.

La sezione disciplinare del CSM, composta di sei membri, decide nel giudizio disciplinare sui magistrati ordinari (escluse magistratura amministrativa, contabile e militare). Il procedimento ha natura giurisdizionale e i titolari dell’azione disciplinare sono il Procuratore Generale della Corte di Cassazione e il Ministro della Giustizia. La Corte di Cassazione vi assume funzione di giudice di appello.